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Grandi feste

Sa Chida Santa, la Settimana Santa in Sardegna

Confraternite incappucciate, canti a più voci che sembrano venire dal Medioevo, processioni a lume di torcia: in Sardegna la Pasqua si prepara con riti di origine spagnola vissuti con intensità rara. · 4 min di lettura

In Sardegna la Settimana Santa si chiama sa Chida Santa, ed è uno dei momenti più intensi dell'anno. Per quasi quattro secoli la Sardegna è stata parte della Corona d'Aragona e poi del regno di Spagna, e da lì sono arrivati i riti della Passione: le confraternite con i cappucci, le processioni dei Misteri, la deposizione di Cristo dalla croce, l'incontro tra il Risorto e la Madonna la mattina di Pasqua. Ma nell'isola questi riti si sono mescolati con il canto a più voci, con le lingue locali, con una religiosità popolare molto profonda, e sono diventati qualcosa di unico.

Castelsardo e il Lunissanti

Il rito più famoso e misterioso è il Lunissanti di Castelsardo, il lunedì santo. Prima dell'alba i confratelli dell'Oratorio di Santa Croce, con lunghe tuniche bianche e il cappuccio che copre il volto, si radunano nella chiesa di Santa Maria, nel borgo medievale. Portano i Misteri, i simboli della Passione: il calice, i chiodi, la corona di spine, la croce, la scala, il martello, la lancia. Escono in processione e camminano per chilometri fino alla basilica romanica di Nostra Signora di Tergu, tra la campagna dell'Anglona, dove trascorrono la giornata in preghiera.

Al tramonto tornano verso Castelsardo. Quando arrivano al borgo è già notte: la processione sale le scalinate e le viuzze illuminate solo dalle torce e dalle candele, mentre tre cori di confratelli intonano a più voci il Miserere, lo Stabat Mater e il Jesu. Sono canti tramandati oralmente da generazioni, che non somigliano a nient'altro: chi li ha sentiti una volta, nel buio del borgo sopra il mare, difficilmente li dimentica.

Alghero catalana

Ad Alghero la Setmana Santa ha un'impronta catalana fortissima, come la lingua che si parla ancora in città. I riti cominciano il venerdì prima della domenica delle Palme con la processione dell'Addolorata e proseguono per tutta la settimana. Il momento culminante è il Desclavament del Venerdì Santo: nella cattedrale di Santa Maria i confratelli staccano dalla croce la statua del Cristo, togliendo uno a uno i chiodi e la corona di spine, che vengono mostrati ai fedeli. Poi la processione funebre attraversa al tramonto il centro storico, illuminato da torce e lanterne velate di rosso. La mattina di Pasqua l'Encontre, l'incontro tra il Cristo risorto e la Madonna, chiude la settimana in festa.

Iglesias e i riti spagnoli

A Iglesias i riti della Passione risalgono al Seicento e sono l'evento più importante dell'anno. Li custodiscono le confraternite, e i loro membri incappucciati sono chiamati dalla gente baballotti. Il giovedì santo i confratelli allestiscono la tavola dell'Ultima Cena; il venerdì santo, Chenàpura Santa, è dedicato alla Croce: la mattina i germani salgono al quartiere di Costera, la sera si svolgono s'Iscravamentu, la deposizione, e la processione funebre del Descenso, nel buio delle vie illuminate solo dalle fiaccole. È una delle Settimane Sante più sentite d'Italia.

Cagliari e Sassari

A Cagliari le arciconfraternite organizzano riti per tutta la settimana. Il mercoledì le consorelle preparano il Cristo per s'Incravamentu, la crocifissione; il venerdì santo la processione dei Misterius porta sette statue della Passione in sette chiese, come le stazioni di una via crucis; il venerdì sera il corteo funebre accompagna il Cristo morto verso la cattedrale. Anche Sant'Efisio, in quei giorni, esce vestito a lutto.

A Sassari il martedì santo esce la processione dei Misteri, con cinque statue che secondo la tradizione risalgono al 1685. La apre un tamburino, seguito dai confratelli che battono a terra li rocci, lunghi bastoni che scandiscono il passo.

I canti delle confraternite

Uno dei tesori della Settimana Santa sarda è il canto delle confraternite, a quattro o cinque voci maschili, che si tramanda a orecchio. A Santu Lussurgiu su Concordu accompagna i riti con il Miserere e i canti della Passione; a Cuglieri le donne cantano i gosos della Madonna addolorata, mentre gli uomini portano i ceri; ad Aggius, in Gallura, si conserva il canto a tasgja. Le processioni dei Misteri del martedì santo sono tradizionali anche a Bosa e in molti paesi della Planargia e del Montiferru.

S'Incontru, la mattina di Pasqua

La mattina di Pasqua, in quasi tutta l'isola, si celebra s'Incontru. Due processioni partono da chiese diverse: una porta la statua del Cristo risorto, l'altra quella della Madonna, spesso velata a lutto. Quando si incontrano, in una piazza o lungo la via principale, le statue vengono fatte inchinare tre volte l'una verso l'altra, il velo nero della Madonna viene tolto, si sparano colpi a salve e le campane suonano a festa. A Oliena, a Sarule, a Orosei e a Galtellì s'Incontru è particolarmente emozionante, con i costumi tradizionali e la partecipazione di tutto il paese.

Consigli

La Settimana Santa cade tra marzo e aprile, quando la Sardegna è verde, fiorita e ancora tranquilla. I riti sono religiosi e vanno seguiti con rispetto: silenzio durante le processioni, niente flash, distanza dai confratelli. Gli orari cambiano ogni anno e sono pubblicati dalle parrocchie e dai comuni. Castelsardo, Alghero e Iglesias richiamano molti visitatori: per il Lunissanti conviene arrivare a Castelsardo nel tardo pomeriggio e trovare posto nel borgo prima del rientro della processione.

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