Go to Sardinia
Grandi feste

San Francesco di Lula

Trentacinque chilometri a piedi nella notte, un santuario tra le montagne e una minestra fatta di fili sottilissimi: il pellegrinaggio più amato dai nuoresi. · 3 min di lettura

La notte tra il 30 aprile e il primo maggio, dalla chiesa della Solitudine di Nuoro, dove riposa Grazia Deledda, parte un corteo di persone a piedi e a cavallo. Davanti hanno circa trentacinque chilometri di strade e sentieri, attraverso le campagne della Barbagia e della Baronia, fino al santuario di San Francesco, sulle colline del Monte Albo, nel territorio di Lula. Arriveranno all'alba. È il pellegrinaggio più sentito dai nuoresi, e uno dei più suggestivi della Sardegna.

La leggenda del bandito

La nascita del santuario è legata a una storia che ha il sapore dei romanzi. Si racconta che un uomo di Nuoro, Francesco Tolu, accusato ingiustamente di omicidio, si nascose per anni in una grotta nelle montagne di Lula. Lì invocò San Francesco e promise che, se fosse stato assolto, avrebbe costruito una chiesa in suo onore. Fu assolto, e mantenne la promessa.

Grazia Deledda, che conosceva bene il santuario e la festa, la racconta nel romanzo Elias Portolu, dove il protagonista partecipa alla novena e la leggenda diventa quella di un bandito stanco della latitanza che si consegna alla giustizia. La chiesa, probabilmente costruita già nel Cinquecento, fu ampliata e rinnovata nel 1795 in forme di barocco popolare; attorno ad essa sorgono le casette dove i fedeli alloggiano durante la novena.

La novena

La festa di maggio comincia con l'arrivo dei pellegrini e prosegue con la novena: nove giorni di preghiera, messe e vita in comune nel santuario. I priori, scelti a turno tra le famiglie di Nuoro e di Lula, organizzano la festa e preparano i pasti per tutti i fedeli. Alla fine della novena il nuovo priore riceve lo stendardo, che custodirà fino all'anno successivo.

Una seconda novena si tiene a inizio ottobre, in occasione della festa liturgica di San Francesco d'Assisi del 4 ottobre, con un nuovo pellegrinaggio, più raccolto.

Su filindeu

La festa di San Francesco di Lula è famosa anche per un piatto che si mangia quasi solo qui: su filindeu, i fili di Dio. È una pasta fatta di semola di grano duro, acqua e sale, lavorata a mano da pochissime donne di Nuoro con una tecnica che si tramanda in famiglia: l'impasto viene tirato e piegato più volte fino a ottenere centinaia di fili sottilissimi, che vengono stesi in tre strati incrociati su un tagliere di asfodelo e lasciati seccare per circa un giorno. Il risultato è una specie di velo, che si spezza e si cuoce nel brodo di pecora con il pecorino fresco.

Durante la novena su filindeu viene offerto ai pellegrini nel santuario, come voleva la tradizione dell'ospitalità. Accanto ad esso si serve anche su zurrette, un piatto pastorale a base di sangue di pecora. Su filindeu è considerato una delle paste più rare al mondo e il suo destino è legato a quello delle poche mani che sanno ancora farlo.

Il Monte Albo e Lula

Il santuario sorge in un paesaggio di grande bellezza, ai piedi del Monte Albo, la catena calcarea che separa la Barbagia dalla Baronia. Lula, a pochi chilometri, è un paese di pastori e minatori, noto anche per il suo Carnevale con Su Battileddu e per l'antica miniera di Sos Enattos. Dalle alture si vede il mare di Siniscola e Posada.

Consigli

Il pellegrinaggio notturno è aperto a tutti, ma richiede un buon allenamento: si cammina per tutta la notte, spesso al freddo, e conviene informarsi presso la parrocchia della Solitudine o i gruppi organizzati. In alternativa si può raggiungere il santuario in auto la mattina del primo maggio per assistere all'arrivo dei pellegrini e alla messa. Durante la novena il santuario è aperto ai visitatori; ricordate che è un luogo di preghiera e di vita comunitaria. Per dormire si può scegliere tra Nuoro, Lula e i paesi della Baronia, come Siniscola e Posada, a mezz'ora dal mare.

Le altre grandi feste