Iglesias è la città dell'argento e delle miniere, il capoluogo storico dell'Iglesiente, la regione montuosa del sud-ovest della Sardegna dove per migliaia di anni si sono estratti piombo, argento e zinco. Fondata nel Medioevo dai Pisani come Villa di Chiesa, ha conservato un centro storico raccolto dentro le mura, con chiese gotiche, palazzi spagnoli e piazze tranquille, e una delle Settimane Sante più intense d'Italia. A pochi chilometri dalla città, la costa offre alcuni dei paesaggi più spettacolari dell'isola: le falesie di Nebida e Masua, il faraglione del Pan di Zucchero, il porto sospeso di Porto Flavia, le laverie abbandonate affacciate sul mare.
Villa di Chiesa, la città dell'argento
Le montagne dell'Iglesiente erano sfruttate per i loro metalli già dai Nuragici, dai Fenici e soprattutto dai Romani. La città però nacque nel XIII secolo, quando il conte pisano Ugolino della Gherardesca, quello ricordato da Dante nell'Inferno, ottenne questi territori e favorì la crescita di un borgo minerario chiamato Villa di Chiesa. In pochi decenni il borgo divenne una vera città, con le mura, le torri, la cattedrale e una zecca dove si coniava l'argento estratto dalle montagne vicine.
Villa di Chiesa si diede un proprio statuto, il Breve di Villa di Chiesa, uno dei più importanti codici medievali della Sardegna, che regolava la vita cittadina e soprattutto il lavoro nelle miniere, con norme sorprendentemente moderne sulla sicurezza e sui diritti dei minatori. Nel 1324 la città fu conquistata dagli Aragonesi dopo un lungo assedio, e prese poi il nome spagnolo di Iglesias, le chiese.
Nell'Ottocento e nel Novecento le miniere di Monteponi, San Giovanni, Nebida e Masua tornarono a essere tra le più importanti d'Europa, e Iglesias divenne la capitale mineraria dell'isola, con la sua scuola mineraria fondata nel 1871. Le miniere hanno chiuso tra gli anni Settanta e Novanta, e oggi i loro edifici, le gallerie e le laverie fanno parte del Parco geominerario della Sardegna.
Il centro storico
Il centro di Iglesias è ancora in gran parte racchiuso dalle mura medievali, di cui restano lunghi tratti e diverse torri. Al culmine della città si trova il castello di Salvaterra, costruito dai Pisani e rinforzato dagli Aragonesi. Il cuore del centro è piazza del Municipio, con il palazzo comunale, il palazzo vescovile e la cattedrale di Santa Chiara, costruita alla fine del Duecento in forme romanico-gotiche, con la facciata in trachite e il campanile. All'interno si conservano un grande retablo ligneo dorato e opere d'arte di varie epoche.
Poco lontano sorge la chiesa di San Francesco, del Quattro e Cinquecento, uno dei migliori esempi di gotico-catalano in Sardegna, con la sua navata alta e le cappelle laterali. Fuori dalle mura si trova il santuario di Nostra Signora di Valverde, romanico, del Duecento. Le vie del centro, come il corso Matteotti, sono piene di palazzi con balconi in ferro battuto, botteghe e caffè, e la sera piazza Sella si anima per la passeggiata.
Il Museo dell'Arte Mineraria
Nell'edificio dell'Istituto minerario si trova il Museo dell'Arte Mineraria, che racconta la storia delle miniere dell'Iglesiente con minerali, attrezzi, macchine, fotografie e una galleria ricostruita, dove ex minatori accompagnano i visitatori. È il punto di partenza ideale per capire il paesaggio della zona, segnato in ogni angolo dal lavoro sotterraneo.
Le miniere da visitare
Intorno alla città si visitano alcuni dei siti più belli del Parco geominerario. A Monteponi, alla periferia, si vedono i grandi edifici della miniera di piombo e zinco, le gallerie e il pozzo Sella. Nella miniera di San Giovanni si trova la Grotta di Santa Barbara, scoperta per caso nel 1952 durante i lavori minerari: una cavità di rara bellezza, con le pareti coperte di cristalli di barite e di calcite, a cui si arriva con un trenino da miniera.
Sulla costa, a Masua, si visita Porto Flavia, un'opera straordinaria costruita nel 1924: due gallerie scavate nella falesia e un nastro trasportatore che caricava il minerale direttamente sulle navi ancorate sotto la parete. Dalla bocca della galleria, a picco sul mare, si gode una vista impressionante sul faraglione del Pan di Zucchero. A Nebida, la laveria Lamarmora, un edificio in rovina sospeso sulla scogliera, è uno dei luoghi più fotografati del sud-ovest.
La costa
La costa dell'Iglesiente è selvaggia e spettacolare. A Fontanamare, una lunga spiaggia di sabbia dorata, si fa il bagno con le onde del maestrale; a Nebida e a Masua le calette tra le falesie e il faraglione del Pan di Zucchero, alto oltre centotrenta metri, offrono acque limpidissime. Più a nord, verso Buggerru, la strada panoramica corre tra miniere abbandonate e calette come Cala Domestica, una delle spiagge più belle del sud-ovest. Il sentiero del Pan di Zucchero e il Cammino minerario di Santa Barbara, un percorso a piedi di circa cinquecento chilometri tra le miniere e le chiese dell'Iglesiente, sono perfetti per chi ama camminare.
La Settimana Santa e le feste
Iglesias è famosa per la Settimana Santa, con riti di origine spagnola che risalgono al Seicento: le confraternite incappucciate, chiamate baballotti, le processioni dei Misteri e del Descenso, la notte del venerdì santo illuminata solo dalle fiaccole. Ad agosto la città rievoca il suo passato medievale con il Corteo storico medievale, quando centinaia di persone in costume sfilano per le vie del centro, accompagnate da tamburini e sbandieratori. A metà agosto si festeggia la Madonna di Mezzo Agosto.
La cucina
La cucina dell'Iglesiente unisce i piatti di terra delle colline e il pesce della costa. Da provare la fregola, i culurgiones, il porceddu, l'agnello, i formaggi di pecora e di capra, la zuppa di pesce. Nella zona si producono il Carignano del Sulcis e buoni vini bianchi. Tra i dolci, le pardulas, le tiliccas e i dolci di mandorle.
I dintorni
Da Iglesias si raggiungono in poco tempo il tempio punico-romano di Antas, nel territorio di Fluminimaggiore, la grotta di Su Mannau, la Costa Verde con le dune di Piscinas, ad Arbus, e la miniera di Montevecchio, tra Arbus e Guspini. A sud, Carbonia con Monte Sirai e la Grande Miniera di Serbariu, e l'isola di Sant'Antioco. Verso est, il castello di Acquafredda a Siliqua e l'oliveto millenario di S'Ortu Mannu a Villamassargia.
Come arrivare
Iglesias si trova a circa un'ora da Cagliari lungo la strada statale 130, ed è collegata anche dal treno. L'aeroporto più vicino è quello di Cagliari-Elmas. Per le miniere e la costa serve l'auto; alcune visite, come Porto Flavia e la Grotta di Santa Barbara, vanno prenotate in anticipo. La primavera e l'autunno sono le stagioni ideali per camminare e visitare le miniere, mentre in estate la costa offre un mare tra i più belli dell'isola.
Da vedere
- Centro storico e mura pisane
- Cattedrale di Santa Chiara
- Chiesa di San Francesco
- Porto Flavia
- Pan di Zucchero, Nebida e Masua
- Miniera di Monteponi
- Museo dell'arte mineraria
Feste e tradizioni
- Riti della Settimana SantaSettimana Santa
- Madonna del Buoncammino, terza domenica di ottobreOttobre
Approfondimenti sulle feste
Spiagge vicine
- Cala Domestica14 km
- Scivu24 km
Escursioni vicine
Comuni vicini
- Gonnesa · 7 km
- Villamassargia · 10 km
- Domusnovas · 11 km
- Musei · 12 km
- Fluminimaggiore · 14 km
- Buggerru · 15 km
- Carbonia · 16 km
- Portoscuso · 18 km
Fonti: Grande Enciclopedia della Sardegna; ISTAT. Testi originali di Gotosardinia.
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