Se si vuole vedere in un solo giorno tutta la varietà della Sardegna, il posto giusto è Sassari nella penultima domenica di maggio. La Cavalcata Sarda è una sfilata, una festa, una rassegna e una gara di bellezza insieme: per qualche ora le strade della seconda città dell'isola diventano il palcoscenico dei costumi, dei canti, dei cavalli e dei mestieri di decine di paesi, dalla Gallura al Sulcis, dalla Barbagia al Campidano.
Dalle cavalcate reali alla festa di oggi
La Cavalcata ha radici antiche. Lo storico sassarese Enrico Costa racconta che già nel 1711, negli ultimi anni del dominio spagnolo, il consiglio civico organizzò una cavalcata in onore del re Filippo V, a cui partecipò la nobiltà della città. Era l'uso, in tutta Europa, di accogliere i sovrani e celebrare le dinastie con parate a cavallo.
La festa moderna però si richiama a una data precisa: il 20 aprile 1899, quando a Sassari arrivarono il re Umberto I e la regina Margherita per inaugurare il monumento a Vittorio Emanuele II in piazza d'Italia. Per l'occasione la città organizzò una grande sfilata di gruppi in costume e di cavalieri provenienti da tutta l'isola, per mostrare ai sovrani la ricchezza della Sardegna.
Dagli anni Cinquanta del Novecento la Cavalcata è diventata un appuntamento fisso, pensato per far conoscere l'isola ai visitatori e per valorizzare le tradizioni dei paesi. Da allora si svolge ogni anno nella penultima domenica di maggio, con il sostegno del Comune di Sassari.
La sfilata del mattino
La mattina i gruppi partono dalla periferia e attraversano tutta la città fino a piazza d'Italia, il grande salotto ottocentesco di Sassari. Sfilano a piedi, a cavallo o sulle traccas, i carri addobbati con fiori, tappeti, pani votivi e oggetti della vita quotidiana, spesso trainati da buoi. Ogni paese porta il suo costume di festa: i corpetti ricamati, le gonne pieghettate, i grandi scialli, i copricapi, i gioielli in filigrana d'oro e d'argento, i bottoni a forma di melagrana, gli abiti di orbace degli uomini.
È un'occasione rara per vedere uno accanto all'altro costumi che normalmente si incontrano solo nelle feste dei singoli paesi: quelli sontuosi di Osilo e di Ittiri, quelli rossi e neri della Barbagia, quelli di Desulo con i colori vivissimi, quelli della Gallura e del Campidano. Accanto ai gruppi in costume passano i suonatori di launeddas, di organetto e di fisarmonica, i cori, i cavalieri con le bardature tradizionali. Alcuni gruppi portano in scena le maschere dei carnevali barbaricini, come i Mamuthones di Mamoiada.
Lungo il percorso il pubblico è fitto, e nei punti principali vengono allestite tribune. I gruppi si fermano spesso a cantare o a ballare, e la sfilata dura diverse ore.
Le pariglie del pomeriggio
Nel pomeriggio la festa cambia ritmo e diventa una prova di coraggio. All'ippodromo i cavalieri si esibiscono nelle pariglie: due o tre cavalli lanciati al galoppo affiancati, con i cavalieri che si alzano in piedi sulle selle, si scambiano di posto, si tengono per mano, formano piramidi. Sono acrobazie che in Sardegna si tramandano di generazione in generazione, legate alle grandi corse come la Sartiglia di Oristano e alle ardie dei santuari di campagna. È la parte della Cavalcata che più strappa l'applauso e che più tiene il pubblico col fiato sospeso.
La sera in piazza d'Italia
Al calare del sole i gruppi si ritrovano in piazza d'Italia per la parte più festosa e meno ufficiale. Si balla il ballo sardo in cerchio al suono delle launeddas e dell'organetto, si canta a tenore, i gruppi si mescolano e il pubblico si unisce ai balli. Le vie del centro, da corso Vittorio Emanuele a piazza Castello, si riempiono fino a tardi.
Consigli per assistere
La Cavalcata è gratuita, salvo le tribune lungo il percorso. Conviene arrivare in centro presto, soprattutto in via Roma e attorno a piazza d'Italia, dove la sfilata si conclude. Per il pomeriggio all'ippodromo occorre informarsi sul programma pubblicato ogni anno dal Comune, che indica orari e modalità di accesso.
Sassari si raggiunge facilmente dall'aeroporto di Alghero, a una quarantina di minuti, e da Porto Torres, dove arrivano i traghetti. La Cavalcata cade a fine maggio, quando il tempo è già estivo ma le spiagge non sono ancora affollate: si può combinare con una visita alla città, al Museo nazionale Sanna, all'altare preistorico di Monte d'Accoddi e alle spiagge di Platamona, dell'Argentiera o di Stintino.
La festa della bellezza
I sassaresi la chiamano la festa della bellezza, e il nome non è esagerato. In una sola mattina passa davanti agli occhi un patrimonio di tessuti, ricami, gioielli, canti e saperi che altrove sarebbe custodito nei musei. Qui invece cammina per strada, indossato da chi lo ha ereditato dai nonni e lo tramanderà ai figli.
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