Nuoro è il capoluogo della Barbagia e il cuore culturale della Sardegna dell'interno. Sorge a quasi seicento metri su un altopiano di granito, sotto il Monte Ortobene, ed è una città piccola, di poco più di trentamila abitanti, ma con un'importanza che va ben oltre le sue dimensioni. All'inizio del Novecento la chiamavano l'Atene sarda, perché in pochi anni vi nacquero o vissero scrittori, poeti e artisti che hanno raccontato la Sardegna al mondo: Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura, il poeta Sebastiano Satta, lo scultore Francesco Ciusa, il giurista e scrittore Salvatore Satta. Oggi Nuoro è una città di musei, di tradizioni vive e il punto di partenza ideale per scoprire la Barbagia, il Supramonte e la costa di Orosei.
Da villaggio di pastori a capoluogo
Il territorio di Nuoro conserva molte tracce nuragiche, ma per secoli il centro abitato fu un villaggio di pastori e contadini, diviso in due rioni: Santu Predu, il quartiere alto dei pastori, e Seuna, il quartiere basso dei contadini. Nel Medioevo faceva parte del giudicato di Torres e poi di Arborea; con gli Spagnoli e i Savoia rimase un borgo di campagna, lontano dalle città costiere.
Tutto cambiò nell'Ottocento. Già sede vescovile dalla fine del Settecento, nel 1836 Nuoro ottenne il titolo di città; poco dopo arrivarono il tribunale, le scuole, la ferrovia. Nacque una piccola borghesia di avvocati, notai e insegnanti, e con essa una vivacissima stagione culturale. Nel 1927 Nuoro divenne capoluogo di provincia. Nel secondo dopoguerra la città è cresciuta, ma il centro storico conserva le case di granito, le stradine e l'atmosfera raccontata nei romanzi.
Grazia Deledda
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871, nel rione di Santu Predu, in una famiglia agiata. Senza aver frequentato altre scuole che le elementari, cominciò giovanissima a scrivere racconti e romanzi ambientati nella sua terra, tra pastori, banditi, amori proibiti e sensi di colpa. Si trasferì a Roma, ma la Sardegna rimase il centro della sua opera: Elias Portolu, Canne al vento, Cenere, La madre. Nel 1926 ricevette il premio Nobel per la letteratura, unica donna italiana fino a oggi.
La sua casa natale, nel centro storico, è oggi un museo che ricostruisce gli ambienti della famiglia, con la cucina, le stanze, il cortile, e racconta la vita e l'opera della scrittrice. Grazia Deledda è sepolta nella chiesa della Solitudine, ai piedi del Monte Ortobene, in un sarcofago di granito nero.
I musei
Per una città così piccola, Nuoro ha un numero sorprendente di musei. Il Museo del Costume, nell'Istituto superiore regionale etnografico, sulla collina di Sant'Onofrio, è il più importante museo etnografico della Sardegna: espone centinaia di costumi tradizionali di tutti i paesi dell'isola, gioielli, tessuti, maschere, strumenti musicali, pani rituali. È il posto migliore per capire la varietà delle tradizioni sarde.
Il MAN, il Museo d'arte della provincia di Nuoro, è uno dei musei di arte contemporanea più attivi d'Italia, con una collezione di artisti sardi del Novecento e grandi mostre internazionali. Il Museo Ciusa espone le opere dello scultore nuorese Francesco Ciusa, tra cui La madre dell'ucciso, presentata alla Biennale di Venezia nel 1907 e diventata un'icona del dolore sardo. Il Museo archeologico nazionale raccoglie i reperti della Barbagia, dalla preistoria al Medioevo.
Il centro e piazza Satta
Il centro storico ruota attorno al corso Garibaldi, la via dello struscio, con i palazzi ottocenteschi, i caffè storici e i negozi. Poco lontano si trova piazza Sebastiano Satta, dedicata al poeta nuorese: negli anni Sessanta lo scultore Costantino Nivola, nato nella vicina Orani, la ridisegnò completamente, imbiancando le facciate delle case e collocando nella piazza grandi massi di granito, nei quali sono incastonate piccole statue di bronzo che raffigurano il poeta. È uno degli esempi più originali di arte pubblica in Sardegna.
La cattedrale di Santa Maria della Neve, costruita nell'Ottocento in forme neoclassiche, domina il quartiere con la sua facciata e la grande scalinata. Le stradine di Santu Predu e di Seuna, con le case basse di granito, i cortili e i murales, conservano il carattere del vecchio paese.
Il Monte Ortobene
Il Monte Ortobene, alto quasi mille metri, è il monte dei nuoresi, a pochi minuti dal centro. Una strada panoramica sale tra boschi di lecci e grandi massi di granito fino alla vetta, dove si trova la statua bronzea del Redentore, innalzata nel 1901 e meta del pellegrinaggio della festa del Redentore a fine agosto. Dalla cima la vista spazia sul Supramonte, sulla valle del Cedrino, su Oliena e, nelle giornate limpide, fino al mare. Lungo la strada ci sono aree picnic, sentieri e la chiesetta di Nostra Signora del Monte.
Le feste
La festa più importante è quella del Redentore, a fine agosto, con la grande sfilata dei costumi tradizionali di tutta la Sardegna, la sfilata delle maschere, il festival del folclore e il pellegrinaggio all'alba sull'Ortobene. All'inizio di maggio parte da Nuoro il pellegrinaggio notturno verso il santuario di San Francesco di Lula. Nei dintorni, il Carnevale della Barbagia con i Mamuthones di Mamoiada e i fuochi di Sant'Antonio a gennaio, e in autunno Autunno in Barbagia, che porta ogni fine settimana in un paese diverso.
La cucina
La cucina nuorese è quella dei pastori della Barbagia: il porceddu arrosto, l'agnello e il capretto, i formaggi di pecora, i salumi, il pane carasau e il pane guttiau, i culurgiones e i maccarrones de busa, pasta fatta a mano arrotolata attorno a un ferro. Nuoro è anche la città di su filindeu, la pasta sottilissima preparata da pochissime donne, e dell'aranzada, un dolce di scorze d'arancia, miele e mandorle. Le colline intorno producono il Cannonau, in particolare a Oliena e Mamoiada.
I dintorni
Nuoro è al centro di alcuni dei luoghi più belli della Sardegna. A dieci minuti c'è Oliena, ai piedi del Supramonte, con la sorgente di Su Gologone e la valle di Lanaitto, da cui si sale al villaggio nuragico di Tiscali. A mezz'ora Orgosolo, con i murales, Mamoiada, con il Museo delle maschere, e Orani, con il Museo Nivola. In meno di un'ora si arriva al mare di Orosei e di Cala Gonone, nel comune di Dorgali, da dove partono le barche per Cala Luna e le grotte del Bue Marino. Verso l'interno si sale al Gennargentu, con Fonni, il paese più alto della Sardegna.
Come arrivare
Nuoro si raggiunge in auto dalla strada statale 131 Diramazione Centrale Nuorese, che la collega a Olbia in circa un'ora e a Cagliari e Sassari in due ore e mezza. L'aeroporto più vicino è quello di Olbia. La città ha una piccola stazione ferroviaria collegata a Macomer e autobus regionali per tutti i paesi della provincia. Per esplorare la Barbagia, però, l'auto è indispensabile. Nuoro si visita bene in ogni stagione: in estate è più fresca della costa, in autunno e in inverno è il momento delle feste e delle tradizioni dei paesi.
Da vedere
- Casa natale di Grazia Deledda
- Museo del costume
- MAN Museo d'arte della provincia di Nuoro
- Monte Ortobene e la statua del Redentore
- Cattedrale di Santa Maria della Neve
- Borgo di Lollove
Feste e tradizioni
Approfondimenti sulle feste
San Francesco di Lula
Il cammino notturno da Nuoro al santuario sul Monte Albo, la novena e su filindeu offerto ai pellegrini.
Leggi →Fine agosto, culmine il 29La festa del Redentore
La sfilata dei costumi e delle maschere barbaricine, il festival del folclore e il pellegrinaggio all'alba sull'Ortobene.
Leggi →Escursioni vicine
- Tiscali16 km
- Gola di Su Gorropu21 km
- Da Cala Fuili a Cala Luna27 km
Comuni vicini
- Oliena · 9 km
- Orune · 10 km
- Mamoiada · 13 km
- Orgosolo · 13 km
- Oniferi · 15 km
- Orani · 15 km
- Sarule · 17 km
- Bitti · 17 km
Fonti: Grande Enciclopedia della Sardegna; ISTAT. Testi originali di Gotosardinia.
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