Ogni anno, la prima domenica di agosto, a Santadi, nel cuore del Sulcis, una coppia si sposa davanti a migliaia di persone. Non è una recita: gli sposi sono veri, il matrimonio è vero. Ma tutto, dagli abiti ai gesti, dal corteo al banchetto, segue i riti di un tempo. È sa Coia Maurreddina, il Matrimonio mauritano, una delle feste più originali della Sardegna.
Perché mauritano
Il nome rimanda a una delle tante storie di popoli che hanno attraversato la Sardegna. Secondo la tradizione, nel basso Sulcis si stabilirono nell'Alto Medioevo, in epoca vandalica, gruppi di Mauri arrivati dall'Africa settentrionale, che avrebbero lasciato un'impronta nelle usanze e perfino nel nome degli abitanti della zona, chiamati ancora maurreddus. Che la discendenza sia reale o leggendaria, i santadesi hanno conservato riti nuziali molto antichi, che negli anni Sessanta e Settanta del Novecento sono stati recuperati e trasformati in una festa collettiva. Oggi partecipano anche gli abitanti di Nuxis, Villaperuccio e degli altri paesi del basso Sulcis, che un tempo formavano un'unica comunità.
La vestizione
La giornata comincia all'alba. La sposa e la sua famiglia si preparano nel museo etnografico Sa Domu Antiga, una casa tradizionale del Sulcis, mentre lo sposo si veste in un'altra casa del paese. Gli abiti sono quelli del costume di festa: broccato e seta per la sposa, con lo scialle, i gioielli in filigrana e le collane d'oro; orbace nero e lino finissimo per lo sposo. La vestizione è lunga e minuziosa, aiutata dalle donne più anziane, che conoscono l'ordine di ogni capo.
Il corteo
A metà mattina gli sposi si incontrano e parte il corteo nuziale. In testa i cavalieri, poi i suonatori di launeddas, i gruppi folk in costume e le traccas, i carri trainati dai buoi, addobbati con fiori, tappeti, rami e oggetti della casa. Su uno di essi viaggia il corredo della sposa, con le coperte tessute, i cesti, le stoviglie: è il segno della nuova casa che sta per nascere. Gli sposi salgono su un carro anch'esso trainato dai buoi, che avanza su un tappeto di petali rossi e di rametti, sa ramadura, fino alla piazza del paese.
In piazza Marconi il corteo viene accolto dai sindaci di Santadi, Nuxis e Villaperuccio, poi gli sposi entrano in chiesa per la cerimonia nuziale.
Sa 'razia e su cumbidu
All'uscita dalla chiesa avviene il rito più atteso, sa 'razia, la grazia. I genitori benedicono gli sposi con l'acqua, poi un piatto colmo di riso, grano, sale, monete e petali di rosa viene rotto e il contenuto sparso sulla testa della coppia: il grano e il riso augurano abbondanza e figli, il sale saggezza, le monete prosperità, i petali amore.
La sera, in piazza, arriva su cumbidu, il banchetto: gli sposi offrono a tutti i presenti dolci tradizionali, bevande e la torta nuziale. Poi si balla fino a tardi in cerchio al suono delle launeddas e dell'organetto, con i gruppi folk e il pubblico.
Nei giorni precedenti il paese organizza la presentazione della coppia, serate musicali, laboratori sugli antichi mestieri e mostre sui costumi tradizionali del Sulcis nel museo Sa Domu Antiga.
L'Antico sposalizio di Selargius
Un'altra festa simile si svolge a Selargius, alle porte di Cagliari, a settembre: s'Antigu Sposalitziu Selargino, nato anch'esso negli anni Sessanta dal recupero di riti del Settecento e dell'Ottocento. Qui la festa dura più giorni. Prima c'è sa cantada, la serenata in cui i giovani in costume accompagnano lo sposo sotto la finestra della sposa; poi il corredo viene portato su carri trainati dai buoi alla nuova casa; infine, la domenica, gli sposi attraversano la città in corteo fino alla parrocchia dell'Assunta. Dopo lo scambio degli anelli le mani degli sposi vengono unite da sa cadena, una catenella d'argento, e all'uscita si liberano colombe. Anche qui non mancano la benedizione con l'acqua e sa 'razia.
Consigli
Il Matrimonio mauritano si svolge nel primo fine settimana di agosto, con la giornata principale la domenica. Il programma è pubblicato dal Comune e dalla Pro Loco di Santadi. Per vedere bene il corteo conviene arrivare presto in paese; a mezzogiorno fa molto caldo, quindi portate acqua e cappello. Santadi è a un'ora da Cagliari ed è vicina ad alcune delle cose più belle del Sulcis: le grotte di Is Zuddas, la fortezza fenicia di Pani Loriga, la necropoli di Montessu a Villaperuccio e le spiagge di Porto Pino e di Chia, a mezz'ora.
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