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Grandi feste

Autunno in Barbagia, le Cortes Apertas

Ogni fine settimana d'autunno un paese della Barbagia apre i portoni delle sue case: dentro ci sono il pane, il formaggio, il vino, le mani che tessono e intagliano. · 3 min di lettura

Per molto tempo la Sardegna turistica è stata solo quella dell'estate e del mare. Autunno in Barbagia è nato per raccontare l'altra isola: quella dei paesi di montagna, dei pastori, delle vigne, dei boschi di castagni e di lecci, delle case di granito con i cortili interni. Ogni fine settimana, da settembre a dicembre, uno o più paesi del centro Sardegna aprono le loro cortes, i cortili e le case tradizionali, e invitano i visitatori a entrare.

Cortes Apertas

Tutto è cominciato a metà degli anni Novanta a Oliena, dove nel 1996 il paese decise di aprire per un fine settimana i cortili delle case del centro storico, mostrando come si faceva il pane, come si lavorava il formaggio, come si ricamavano gli scialli del costume. L'idea ebbe un successo enorme e fu presto adottata da altri paesi, fino a diventare, nei primi anni Duemila, una vera rassegna coordinata dalla Camera di Commercio di Nuoro: Autunno in Barbagia.

Oggi la manifestazione coinvolge una trentina di comuni, con oltre trenta appuntamenti, e richiama ogni anno centinaia di migliaia di persone. È diventata una delle rassegne più grandi d'Italia nel suo genere, e un'occasione importante per le piccole economie dei paesi dell'interno.

Come funziona

Ogni paese ha il suo fine settimana. Le vie del centro storico vengono segnalate, e i portoni delle case, delle cantine e dei laboratori restano aperti dal mattino alla sera. Dentro si trova di tutto: le donne che impastano e cuociono il pane carasau o il pane di semola nei forni a legna, i pastori che fanno il formaggio, i falegnami che intagliano il legno, le tessitrici al telaio, i coltellinai, i fabbri, i suonatori. Si assaggiano i prodotti, si beve il vino della zona, si compra direttamente da chi produce.

Ogni paese mette in mostra le sue specialità. A Aritzo le castagne e la carapigna, il sorbetto fatto con la neve; a Tonara il torrone e i campanacci; a Desulo i costumi coloratissimi e i dolci; a Gavoi il fiore sardo, il pecorino dei pastori; a Orgosolo i murales e la cucina pastorale; a Fonni, il paese più alto della Sardegna, i dolci e le tradizioni di montagna; a Mamoiada il Cannonau e le maschere. Ci sono anche paesi piccolissimi, come Lollove, frazione di Nuoro, borgo quasi disabitato di case di pietra.

Più di una sagra

Autunno in Barbagia non è una semplice sagra gastronomica. Molti paesi organizzano visite guidate ai siti archeologici e alle chiese, escursioni nei boschi, mostre fotografiche, concerti di canto a tenore e di launeddas, esibizioni dei gruppi in costume e delle maschere del Carnevale. Negli ultimi anni ogni tappa propone anche dimostrazioni dal vivo dei mestieri tradizionali. È uno dei modi migliori per capire la Sardegna dell'interno, la sua lingua, la sua ospitalità, il suo rapporto con la terra.

Il calendario

Il calendario viene pubblicato ogni anno in estate dalla Camera di Commercio di Nuoro e dalle pro loco. In genere si comincia nella prima metà di settembre e si finisce a dicembre, con un paese o due per ogni fine settimana. Alcuni appuntamenti sono fissi da anni, come quelli di Oliena, Orgosolo e Gavoi; altri cambiano data.

Consigli

I paesi sono piccoli e i fine settimana di Autunno in Barbagia sono molto frequentati, soprattutto la domenica. Conviene arrivare la mattina presto, lasciare l'auto ai parcheggi indicati all'ingresso del paese e girare a piedi. Portate contanti, perché non tutti i produttori accettano carte, e scarpe comode per le strade in salita e acciottolate. In autunno, in montagna, il tempo cambia rapidamente: una giacca impermeabile è utile.

Per dormire ci sono agriturismi, B&B e piccoli alberghi in quasi tutti i paesi, ma i posti sono pochi: prenotate per tempo, oppure scegliete una base come Nuoro e spostatevi in auto. Molti visitatori combinano un fine settimana di Autunno in Barbagia con un'escursione nel Supramonte, una visita al villaggio nuragico di Tiscali o una giornata al mare a Cala Gonone, ancora tiepido a settembre e ottobre.

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