Sant'Antioco è la città principale dell'omonima isola, la più grande dell'arcipelago del Sulcis, nel sud-ovest della Sardegna. L'isola è collegata alla terraferma da un istmo artificiale e da un ponte, e la città, affacciata sulla laguna, è una delle più antiche d'Italia: fu la fenicia e punica Sulky, poi la romana Sulci, e conserva un tofet, necropoli, catacombe cristiane e una delle basiliche più antiche della Sardegna. Oggi Sant'Antioco è una cittadina viva e accogliente, con un bel lungomare, una tradizione di pesca e di tessitura del bisso, e spiagge e scogliere selvagge sul lato occidentale dell'isola.
Storia
Sulky fu fondata dai Fenici nell'VIII secolo avanti Cristo ed è considerata una delle città più antiche d'Italia. Per la sua posizione sul mare e vicino alle miniere del Sulcis divenne un porto importante, prima fenicio, poi punico e infine romano, con il nome di Sulci, municipio fiorente in età imperiale. Con la diffusione del cristianesimo la città fu legata al culto di Sant'Antioco, un medico martire che secondo la tradizione fu esiliato sull'isola nel II secolo e qui evangelizzò la popolazione. Nel Medioevo le incursioni saracene spopolarono la città, che rimase a lungo quasi abbandonata, e solo dal Settecento tornò a crescere. Nel Novecento divenne un centro di pesca, saline e industria, e oggi vive anche di turismo.
La basilica e le catacombe
La basilica di Sant'Antioco Martire, nel centro storico, ha origini paleocristiane e una pianta a croce greca con cupola, rimaneggiata nei secoli. Sotto la chiesa si aprono le catacombe, un complesso di gallerie e camere funerarie scavate nella roccia, riutilizzando tombe puniche, dove secondo la tradizione fu sepolto il santo. Sono uno dei pochi esempi di catacombe in Sardegna e si visitano con guida.
Il tofet e i musei
Il tofet di Sulky, sulla collina alla periferia della città, era un santuario all'aperto dove i Fenici e i Punici deponevano le urne con le ceneri di bambini morti in tenera età e di piccoli animali, accompagnate da stele votive in pietra. È uno dei tofet più importanti del Mediterraneo. Il Museo archeologico Ferruccio Barreca espone reperti fenici, punici e romani della città, con ceramiche, gioielli, statue e le stele del tofet. Nel centro si visitano anche la necropoli punica, con tombe a camera scavate nella roccia, e il villaggio ipogeo, dove fino a pochi decenni fa le famiglie povere vivevano nelle antiche tombe trasformate in case, e il forte sabaudo Su Pisu. Il Museo etnografico Su Magasinu 'e su Binu racconta la vita contadina dell'isola.
Il bisso
Sant'Antioco è uno degli ultimi luoghi al mondo dove si lavora il bisso, la seta del mare, una fibra preziosa ricavata dai filamenti della pinna nobilis, il grande mollusco bivalve del Mediterraneo. Con il bisso si tessevano stoffe dorate e leggerissime, conosciute fin dall'antichità. Oggi la pinna nobilis è protetta e la tradizione è custodita da poche maestre tessitrici, che espongono i loro lavori in città.
Il mare
L'isola ha due volti. Il lato orientale, rivolto verso la laguna e il golfo di Palmas, è più tranquillo, con la spiaggia di Maladroxia, una baia con acqua calma e una sorgente termale, e Coaquaddus, lunga spiaggia di sabbia. Il lato occidentale è selvaggio, con scogliere alte, falesie e calette come Cala Lunga, Cala della Signora e Capo Sperone, all'estremità sud. Il mare è limpido e i fondali sono ricchi, ideali per lo snorkeling e le immersioni. Dal porto partono escursioni in barca intorno all'isola e verso l'isola di San Pietro.
Le feste
La festa più importante è quella di Sant'Antioco, quindici giorni dopo Pasqua, una delle più antiche feste religiose della Sardegna, con la processione della statua del santo, i costumi tradizionali di tutta l'isola, le traccas e le launeddas. In estate il lungomare si anima di concerti, sagre e manifestazioni.
Cucina
La cucina di Sant'Antioco è una cucina di mare e di laguna: pesce, muggine, bottarga, polpi, ricci e cozze, e piatti di terra come i maccarrones e i dolci tradizionali. Il vino è il Carignano del Sulcis, prodotto sulle sabbie dell'isola da viti ad alberello, spesso a piede franco. Le cantine locali producono anche Vermentino e rosati.
Come arrivare
Sant'Antioco si raggiunge in auto da Cagliari in poco più di un'ora, passando per Carbonia e San Giovanni Suergiu e attraversando l'istmo. Dal vicino comune di Calasetta, sulla punta settentrionale dell'isola, partono i traghetti per Carloforte, sull'isola di San Pietro. Sant'Antioco è una buona base per visitare il Sulcis, con Iglesias, Portoscuso, le miniere e le spiagge di Porto Pino e Chia.
Da vedere
- Tophet
- Necropoli punica
- Museo archeologico Ferruccio Barreca
- Basilica e catacombe di Sant'Antioco
- Spiaggia di Maladroxia
- Spiaggia di Coaquaddus
Feste e tradizioni
- Sant'Antioco, quindici giorni dopo PasquaPasqua
- Madonna di Bonaria, prima domenica di settembreSettembre
Approfondimenti sulle feste
Spiagge vicine
- Coaquaddus, Sant'Antioco9 km
- Porto Pino17 km
- La Caletta, Carloforte19 km
Escursioni vicine
Comuni vicini
- San Giovanni Suergiu · 8 km
- Calasetta · 9 km
- Tratalias · 11 km
- Carbonia · 13 km
- Masainas · 15 km
- Carloforte · 16 km
- Giba · 16 km
- Portoscuso · 17 km
Fonti: Grande Enciclopedia della Sardegna; ISTAT. Testi originali di Gotosardinia.
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