Olbia è la porta d'ingresso della Sardegna nord-orientale: da qui passano ogni anno milioni di viaggiatori diretti alla Costa Smeralda, a San Teodoro, all'arcipelago di La Maddalena. Molti la attraversano di corsa, dall'aeroporto o dal porto verso le spiagge. Ma Olbia è anche una città con una storia lunghissima, un centro storico piacevole, un golfo protetto davanti all'isola di Tavolara e alcune spiagge bellissime nel suo stesso territorio. Vale la pena fermarsi almeno un giorno, e magari sceglierla come base per esplorare la Gallura.
La città felice
Il nome Olbia viene dal greco e significa felice. Il porto naturale, profondo e riparato in fondo a un golfo, fu frequentato già in età nuragica, come mostrano i pozzi sacri e i villaggi dei dintorni. Nel VII secolo avanti Cristo vi si stabilirono i Fenici e forse i Greci; i Cartaginesi la cinsero di mura nel IV secolo. Con i Romani Olbia divenne il porto principale della Sardegna verso Roma e l'Italia: da qui partivano grano, pelli e minerali, e qui arrivavano merci da tutto il Mediterraneo.
Nel Medioevo, con il nome di Civita, fu la capitale del giudicato di Gallura, uno dei quattro regni sardi, e sede di una diocesi. Decaduta dopo la conquista aragonese, si chiamò per secoli Terranova, e poi Terranova Pausania. Solo nel 1939 riprese il nome antico di Olbia. La grande crescita è arrivata nella seconda metà del Novecento, con lo sviluppo del porto, dell'aeroporto e della Costa Smeralda, che dagli anni Sessanta ha fatto della Gallura una delle mete turistiche più famose del Mediterraneo.
Le navi romane
Una delle scoperte archeologiche più importanti della Sardegna è avvenuta proprio nel porto di Olbia. Tra il 1999 e il 2001, durante i lavori per un tunnel sotto il lungomare, sono emersi i relitti di una ventina di navi romane e medievali, alcune affondate nel V secolo, forse durante un attacco dei Vandali. Le navi sono state recuperate, restaurate e in parte esposte nel Museo archeologico, costruito sull'isolotto di Peddone, all'interno del porto vecchio, in un edificio moderno che ricorda la forma di una nave. Il museo racconta tutta la storia della città, dai nuragici ai Fenici, dai Romani al Medioevo.
La basilica di San Simplicio
Il monumento più importante di Olbia è la basilica di San Simplicio, la più grande chiesa romanica della Gallura. Costruita in granito tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, sul luogo dove secondo la tradizione fu sepolto il primo vescovo della città, martire nel 304, ha tre navate divise da pilastri e colonne e una facciata semplice e solenne. All'interno si vedono frammenti di affreschi medievali e lapidi romane reimpiegate. Per secoli fu la cattedrale, ed è il cuore della festa di San Simplicio, a metà maggio.
Il centro storico
Il centro di Olbia si sviluppa attorno al corso Umberto, la via principale, che scende dalla stazione al porto vecchio, tra palazzi ottocenteschi in granito, negozi e bar. A metà del corso si trova piazza Margherita, e poco lontano la chiesa di San Paolo, costruita su un antico tempio, con la sua cupola rivestita di maioliche colorate, ben visibile dal mare. Le stradine laterali, con le case basse e i piccoli ristoranti di pesce, conservano l'aspetto della vecchia Terranova. La sera il corso si riempie per la passeggiata, e il lungomare verso il porto è perfetto per l'aperitivo.
Sotto la città moderna affiorano qua e là i resti antichi: tratti delle mura puniche, la necropoli di San Simplicio, i resti dell'acquedotto romano a Sa Rughittula, alla periferia.
La preistoria nei dintorni
Il territorio di Olbia è ricco di monumenti nuragici. Il pozzo sacro di Sa Testa, in località Pozzo Sacro, è un tempio dell'acqua con una scalinata che scende alla fonte, preceduta da un cortile circolare. La tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe, con la sua grande stele, si trova a pochi chilometri dalla città. Sulla collina di Cabu Abbas sorge il nuraghe Riu Mulinu, un recinto fortificato a quasi trecento metri, da cui si gode una vista straordinaria sul golfo e su Tavolara. A sud della città, su un colle di granito, si alzano i ruderi del castello di Pedres, costruito nel Duecento dai giudici di Gallura.
Le spiagge
Il territorio di Olbia ha spiagge che non hanno niente da invidiare alla vicina Costa Smeralda. A nord della città si susseguono Pittulongu, la spiaggia degli olbiesi, lunga e attrezzata, Bados, Il Pellicano e Sos Aranzos, con l'acqua chiara e la vista sull'isola di Figarolo. A sud, verso Porto San Paolo, si trovano Le Saline, Lido del Sole e soprattutto Porto Istana, una serie di calette di sabbia bianca e acqua turchese proprio davanti a Tavolara. Più a nord, la località di Porto Rotondo, in parte nel comune di Olbia, è un elegante porto turistico con le sue spiagge.
Tavolara
La sagoma di Tavolara, un'enorme montagna di calcare che sorge dal mare per oltre cinquecento metri, è l'immagine più forte del golfo. L'isola fa parte dell'Area marina protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo, con fondali splendidi, praterie di posidonia, delfini e cernie. Si raggiunge in barca da Porto San Paolo o con le escursioni da Olbia; sull'isola c'è una piccola spiaggia, lo Spalmatore, con un paio di ristoranti. Tavolara è anche famosa per il suo piccolo regno: nell'Ottocento la famiglia Bertoleoni se ne proclamò sovrana, e la storia del regno più piccolo del mondo è ancora raccontata con orgoglio.
Il golfo e le cozze
Il golfo di Olbia è uno dei principali centri di allevamento di cozze in Italia: i filari dei vivai si vedono nell'acqua all'ingresso del porto. Le cozze di Olbia sono la base di molti piatti locali, alla marinara, in zuppa, con la fregola, e sono celebrate da una sagra a maggio. Accanto al mare, la cucina gallurese porta in tavola la suppa cuata, una zuppa di pane, formaggio e brodo cotta al forno, i chjusoni, gnocchetti di pasta, l'agnello e i formaggi. Da bere, il Vermentino di Gallura, unico vino sardo DOCG.
La Gallura dei dintorni
Da Olbia si raggiunge in mezz'ora la Costa Smeralda, con Porto Cervo e le spiagge di Arzachena, come Capriccioli, Liscia Ruja e il Principe. Più a nord ci sono Palau, con i traghetti per l'arcipelago di La Maddalena, e Santa Teresa Gallura. Verso sud, San Teodoro con La Cinta e Cala Brandinchi e Loiri Porto San Paolo. Verso l'interno, Tempio Pausania, la capitale storica della Gallura, il Monte Limbara, i vigneti di Vermentino di Monti e Berchidda, e le colline di granito costellate di stazzi.
Come arrivare e muoversi
L'aeroporto Olbia Costa Smeralda è a pochi minuti dal centro ed è collegato con voli da molte città italiane ed europee, soprattutto in estate. Il porto dell'Isola Bianca accoglie i traghetti da Genova, Livorno, Civitavecchia e Piombino. In città ci sono autobus urbani; per le spiagge e i dintorni è utile un'auto a noleggio o uno scooter. D'estate il traffico verso la Costa Smeralda può essere intenso: conviene partire presto la mattina. Olbia si visita bene tutto l'anno, ma la primavera e l'inizio dell'autunno, con il mare ancora caldo e meno folla, sono i momenti migliori.
Da vedere
- Basilica di San Simplicio
- Museo archeologico e le navi romane
- Castello di Pedres
- Tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe
- Pozzo sacro di Sa Testa
- Spiaggia di Pittulongu
Feste e tradizioni
Approfondimenti sulle feste
Spiagge vicine
- Pittulongu, Olbia8 km
- Porto Istana14 km
- Liscia Ruja16 km
- Lu Impostu17 km
- Capriccioli18 km
Comuni vicini
- Loiri Porto San Paolo · 9 km
- Golfo Aranci · 13 km
- Telti · 14 km
- Padru · 17 km
- Sant'Antonio di Gallura · 19 km
- Arzachena · 20 km
- Monti · 20 km
- San Teodoro · 22 km
Fonti: Grande Enciclopedia della Sardegna; ISTAT. Testi originali di Gotosardinia.
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Escursioni e attività nei dintorni
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