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Cultura

Feste e tradizioni

Maschere di legno, cavalieri, processioni e falò: un anno di feste in Sardegna.

In Sardegna le feste non sono spettacoli per turisti: sono riti di comunità, spesso antichissimi, a cui si partecipa in costume. Ecco le più importanti dell'anno, da segnare in calendario. Date e programmi possono cambiare: controlla sempre i siti dei comuni.

  • Gennaio: Fuochi di Sant'Antonio
    Il 16 e 17 gennaio in molti paesi della Barbagia si accendono grandi falò; a Mamoiada escono per la prima volta i Mamuthones e gli Issohadores.
  • Febbraio: Carnevale e Sartiglia
    La Sartiglia di Oristano, giostra equestre con la stella da infilzare; i carnevali di Mamoiada, Ottana e Orotelli con le maschere arcaiche.
  • Aprile: Settimana Santa
    Riti della Passione di tradizione spagnola a Cagliari, Iglesias, Castelsardo con il Lunissanti, Alghero e Sassari.
  • 1-4 maggio: Sant'Efisio
    Il pellegrinaggio da Cagliari a Nora con le traccas, i costumi di tutta l'isola e le launeddas: una delle feste più grandi del Mediterraneo.
  • Maggio: Cavalcata Sarda
    A Sassari, la penultima domenica di maggio, sfilano gruppi in costume da tutta la Sardegna.
  • Luglio: S'Ardia di Sedilo
    Il 6 e 7 luglio una corsa a cavallo sfrenata intorno al santuario di San Costantino.
  • 14 agosto: Candelieri di Sassari
    La Faradda, la discesa dei grandi ceri di legno portati a spalla dai gremi.
  • Agosto: Redentore di Nuoro
    La sfilata dei costumi e la processione al monte Ortobene, a fine agosto.
  • Settembre: San Salvatore di Sinis
    La Corsa degli Scalzi: giovani vestiti di bianco corrono a piedi nudi da Cabras al villaggio di San Salvatore.

Le feste di Cagliari

Aprile

Riti della Passione e della Settimana Santa . Suggestivi riti religiosi e sacre rappresentazioni di antichissima tradizione nelle chiese e nelle strade dei quartieri storici.

Maggio

Sagra di Sant'Efisio . La manifestazione, tra le più importanti e suggestive della Sardegna, risale al 1656, anno in cui la municipalità di Cagliari pronunciò il voto che diede origine alla sagra stessa, per ringraziare il Santo che aveva liberato la Sardegna dalla pestilenza.

Il corteo che accompagna il cocchio col simulacro di Sant'Efisio inizia con le traccas, antichi carri a buoi finemente addobbati, prosegue con gruppi di pellegrini di tutta la Sardegna in costume tradizionale, figuranti in costumi storici che rappresentano le personalità dell'epoca e suonatori di launeddas, antichissimo strumento a fiato ancora oggi in uso nell'isola.

La processione, che farà ritorno a Cagliari la sera del 4, giunge, dopo diverse tappe intermedie, fino alla chiesetta di Nora, edificata nel luogo che, secondo la tradizione, vide il martirio del Santo.