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Provincia di Oristano

Oristano

Oristano è un comune della provincia di Oristano con circa 31.155 abitanti, a 9 metri di altitudine.

Oristano è la città di Eleonora d'Arborea, la regina giudice che diede alla Sardegna la sua prima legge scritta, e della Sartiglia, la giostra equestre più spettacolare del Mediterraneo. È una città piana e raccolta, adagiata nella pianura alla foce del Tirso, a pochi chilometri dal mare e dalle lagune del golfo di Oristano. Non ha l'aria monumentale di Cagliari né la fama turistica di Alghero, ma ha un centro storico elegante, ricco di memorie medievali, e si trova al centro di una delle zone più belle e meno conosciute della Sardegna: la penisola del Sinis, con Tharros, le spiagge di quarzo e lo stagno di Cabras.

La capitale dell'Arborea

Oristano nacque nell'Alto Medioevo come Aristanis, quando gli abitanti di Tharros, l'antica città fenicia e romana sulla punta del Sinis, si trasferirono nell'interno per sfuggire alle incursioni dal mare. Intorno al 1070 vi si stabilirono anche l'arcivescovo e il giudice, e la città divenne la capitale del giudicato d'Arborea, uno dei quattro regni in cui era divisa la Sardegna medievale.

L'Arborea fu il più longevo e il più forte dei giudicati. Nel Trecento, con Mariano IV e poi con sua figlia Eleonora, arrivò a controllare quasi tutta l'isola, combattendo contro gli Aragonesi. Eleonora d'Arborea, che governò alla fine del secolo, promulgò nel 1392 la Carta de Logu, un codice di leggi scritto in sardo, che regolava la vita civile, i rapporti agrari e la giustizia e restò in vigore in gran parte dell'isola fino al 1827. Dopo la sconfitta di Sanluri, nel 1409, il giudicato finì; Oristano divenne marchesato fino al 1478, quando l'ultimo marchese, Leonardo Alagon, fu sconfitto a Macomer. Da allora la città fu parte del Regno di Sardegna sotto la Spagna e poi i Savoia. Nel 1974 divenne capoluogo di provincia.

Piazza Eleonora e il centro storico

Il cuore della città è piazza Eleonora d'Arborea, lunga e rettangolare, con al centro la statua ottocentesca della regina, che tiene in mano la Carta de Logu. Sulla piazza si affacciano il Palazzo comunale, che occupa un antico convento, e alcuni palazzi signorili. Da qui partono le vie dello shopping e del passeggio, corso Umberto, via Dritta e via Garibaldi, tra caffè, pasticcerie e negozi.

Del giudicato restano due torri delle antiche mura. La torre di Mariano II, detta anche di San Cristoforo o Porta Manna, costruita nel 1290, domina piazza Roma con la sua mole e la campana; era la porta principale della città. Più piccola è la torre di Portixedda, la porticina, che si può visitare. Passeggiando nel centro storico si incontrano le chiese di Santa Chiara, del Trecento, e del Carmine, in stile barocco piemontese.

La cattedrale e San Francesco

La cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo, è la chiesa più grande della Sardegna. Nata nel Medioevo, fu ricostruita nel Settecento in forme barocche, ma conserva il campanile ottagonale con la cupola a cipolla rivestita di maioliche colorate, simbolo della città, e alcune parti gotiche, come la cappella del Rimedio. All'interno si trovano marmi, dipinti e sculture lignee.

Nella chiesa di San Francesco, ricostruita in stile neoclassico, si conserva il Crocifisso di Nicodemo, una scultura lignea del Trecento di grande intensità drammatica, con il corpo di Cristo sofferente, considerata uno dei capolavori dell'arte gotica in Sardegna.

L'Antiquarium Arborense

Il museo archeologico della città, l'Antiquarium Arborense, raccoglie reperti dall'età prenuragica al Medioevo, in particolare da Tharros: ceramiche, gioielli, amuleti, statuette. Una sezione è dedicata alla pittura sarda del Rinascimento, con il Retablo del Santo Cristo e il Retablo della Madonna dei Consiglieri, e un grande plastico ricostruisce l'Oristano giudicale con le sue mura e le sue torri.

La Sartiglia

Ogni anno, nell'ultima domenica e nel martedì di Carnevale, Oristano ospita la Sartiglia, la giostra equestre più famosa della Sardegna. Un cavaliere mascherato, su Componidori, guida la corsa e tenta di infilzare al galoppo una stella appesa a un nastro; dopo di lui corrono gli altri cavalieri, e nel pomeriggio le pariglie compiono acrobazie spettacolari. La festa, organizzata dai gremi dei contadini e dei falegnami, è il momento più importante dell'anno per la città.

Il mare di Oristano

Il territorio comunale arriva al mare a Torregrande, la frazione balneare della città, a sette chilometri dal centro. Qui si trova una lunga spiaggia di sabbia scura e fine, con un porto turistico e la torre spagnola di Torregrande, la più grande torre costiera della Sardegna, costruita alla fine del Cinquecento. In pochi minuti si raggiungono le spiagge del golfo, come quella di Arborea, e soprattutto quelle del Sinis.

Il Sinis e Tharros

A mezz'ora da Oristano si apre la penisola del Sinis, una delle zone più belle della Sardegna. Sulla punta, a Capo San Marco, si trova l'area archeologica di Tharros, fondata dai Fenici e poi città punica e romana, con le colonne affacciate sul mare, le strade lastricate, le terme e il tophet. Poco prima c'è il villaggio di San Giovanni di Sinis, con una delle chiese più antiche dell'isola, di epoca paleocristiana e bizantina.

Lungo la costa ovest del Sinis si trovano spiagge uniche, fatte di granelli di quarzo bianchi, rosa e verdi: Is Arutas, Mari Ermi, Maimoni. Lo stagno di Cabras è famoso per la bottarga di muggine, e il Museo civico di Cabras custodisce i Giganti di Mont'e Prama, le grandi statue nuragiche in pietra scoperte nel Sinis. A inizio settembre, la Corsa degli Scalzi porta di corsa la statua di San Salvatore da Cabras al villaggio nel Sinis.

La cucina

La cucina oristanese unisce terra e lagune. La bottarga e i muggini di Cabras, le anguille, le arselle, la sa merca, il pesce salato e avvolto nelle erbe palustri, si accompagnano ai piatti di terra del Campidano. Il vino simbolo è la Vernaccia di Oristano, un bianco ambrato e secco, invecchiato a lungo in botti scolme, che ricorda lo sherry. Tra i dolci, i mustazzolus di Oristano, le pardulas e i dolci di mandorle. Oristano è anche una città di ceramisti: la tradizione delle brocche e delle stoviglie decorate continua nelle botteghe del centro.

I dintorni

Oltre al Sinis, da Oristano si raggiungono facilmente la basilica romanica di Santa Giusta, a tre chilometri, il Montiferru con Santu Lussurgiu e i suoi boschi, il santuario nuragico di Santa Cristina a Paulilatino, il nuraghe Losa e il lago Omodeo, e le terme romane di Fordongianus. A sud, la bonifica di Arborea, con le sue case in stile coloniale e i campi ordinati, racconta un'altra storia del Novecento sardo.

Come arrivare

Oristano è sulla strada statale 131 Carlo Felice, a circa un'ora e mezza da Cagliari e da Sassari. La stazione ferroviaria si trova sulla linea principale dell'isola. L'aeroporto più vicino è quello di Cagliari, a meno di un'ora e mezza; il porto di Oristano accoglie soprattutto traffico merci. In città ci si muove a piedi e in bicicletta, ma per il Sinis e le spiagge serve l'auto. Il periodo migliore va dalla primavera all'autunno, e il Carnevale, con la Sartiglia, è un'occasione da non perdere.

Da vedere

  • Piazza Eleonora e la statua
  • Torre di Mariano II
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di San Francesco e il Crocifisso di Nicodemo
  • Antiquarium Arborense
  • Spiaggia di Torregrande

Feste e tradizioni

Approfondimenti sulle feste

Spiagge vicine

  • Is Arutas17 km
  • Mari Ermi18 km
  • S'Archittu22 km

Comuni vicini

Fonti: Grande Enciclopedia della Sardegna; ISTAT. Testi originali di Gotosardinia.

Il tempo a Oristano adesso

Dove dormire a Oristano

Escursioni e attività nei dintorni

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